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Sabato 15 marzo Trento.
Partecipo sotto una pioggia inclemente con altri numerosi trentini raccolti in piazza Lodron alla manifestazione pro Europa e pro Ucraina senza bandiere di partito, ma uniti dallo stesso spirito europeo. Regista dell’evento l’ex consigliere provinciale Paolo Ghezzi, fasciato da una bandiera europea, che ha tenuto insieme i vari interventi. In piazza tanti politici, come Lorenzo Dellai, Roberto Pinter, Lucia Coppola. Marco Odorizzi, direttore della Fondazione De Gasperi a ricordare il messaggio europeista dello statista trentino.
L’avvocato Andrea de Bertolini ha ribadito al microfono che è necessario battersi contro le prevaricazioni e le intollerabili minacce di invasione. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli che ha menzionato la connessione tra piazza Lodron e piazza del Popolo a Roma.
Dopo di lui Gianni Kessler, presidente di EUcraina che ha ricordato l’incontro del 20 febbraio tra Trump e Zelensky che ha dato il via a un sovvertimento dei principi «su cui si basa il nostro vivere civile, un tradimento della pace nella sala Ovale». Ha sottolineato che «a ognuno di noi non è concesso il lusso di stare a guardare. L’Europa deve dare prova della sua esistenza». Kessler ha difeso l’idea del riarmo: «Dobbiamo difenderci assieme, ci vuole una sovranità europea. Ce l’abbiamo per la moneta e non per la difesa. Dobbiamo prendere le armi per difendere la libertà dell’Ucraina. Sapere che ci sono piazze così è importante per loro».